La bicicletta con le ruote quadrate

Mi ha colpito molto una delle tracce di maturità per lo scientifico.
Secondo quanto riportato da sito TGCOM 24, il tema riguarda la possibilità di pedalare su una bicicletta con le ruote quadrate e ricorda che “a New York, al MoMath-Museum of Mathematics, si può fare, in uno dei padiglioni dedicati al divertimento matematico. É però necessario che il profilo della pedana su cui il lato della ruota può scorrere soddisfi alcuni requisiti”.
Ho trovato questa traccia una metafora piena di ironia in modo quasi fastidioso. Un po’ come se, in un mondo che utilizza la ruota a raggi da ormai 4 000 anni, si chiedesse, ai giovani di oggi, di fare il quadruplo della fatica pedalando su ruote quadrate, neanche fossero fatte con i mattoncini della lego.
Gran bella fregatura. Tant’è. Questa è la realtà di oggi. Non lo scopro io, né si può chiudere gli occhi su uno scenario che da reale non può e non deve diventare normale.
Il tutto sarebbe avvilente, un quesito irrisolvibile se non si leggesse la seconda parte della domanda, quella che, come in tutti i problemi scolastici che si rispettino, contiene la soluzione.
La pedana. Quella che “deve soddisfare alcuni requisiti”. La pedana, fuor di metafora, dovrebbe essere la politica. Una politica che non ti dice “hai voluto la bicicletta, ora pedala!” ignorando la tua replica “si, grazie, ma con le ruote quadrate come la mettiamo?”.
Una politica che, consapevole della realtà, fornisce gli strumenti a chi ha voglia di mettersi in gioco.
Anni fa qualcuno tacciò i giovani italiani di essere choosy, schizzinosi. Dicendo loro che non devono avere la puzza sotto il naso, devono accettare il lavoro loro offerto anche se non è ben pagato, e poi, una volta dentro il mondo del lavoro, potranno permettersi di guardarsi intorno.
Questa affermazione venne fatta senza tenere cono si due basilari condizioni:
1) Spesso non c’è un lavoro
2) Spesso non c’è neanche un “intorno”
La politica, sia quella locale che quella nazionale, deve creare le condizioni di accesso al lavoro, e, successivamente, deve creare l’“intorno”.
Finanziando le idee, dedicando parte del budget di bilancio alle nuove imprese, creando le condizioni per la costruzione di piste ciclabili adatte a biciclette con le ruote quadrate.
Che non significa che le ruote quadrate torneranno all’improvviso tonde. Ma qualche sforzo, per rendere più agevole il tragitto, si può fare.
Di giovani che hanno voglia di pedalare ce ne sono.
Li ho visti.

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